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Visualizzazione dei post con l'etichetta Vino e dintorni / Around the Wine

EMIDIO PEPE AND THE TRUE (GREAT) WINE

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  Many times, my friends—more or less skilled — asked me how I understand that a wine is truly great. About greatness meaning in a wine is debatable, but certainly, after years of events, winery tours, dinners with friends, discussions with producers, and above all a lot of tastings, for sure I can say what all great wines have in common (more or less), or rather, all true, authentic wines, the expression of the land from which they come, and not of a process — however perfect — born on the paper and made possible by winemaking techniques in the cellar. The development on the mouth and the persistence. A great wine enters softly, almost like a faint whisper, leaving you—especially the first few times—with an initial feeling of bewilderment. All this, however, lasts a few seconds, because then, slowly, moment by moment, the wine grows, and with it both the tactile sensations and the intensity of the flavor, but without ever going overboard and above all without ever compromi...

EMIDIO PEPE ED IL VINO VERO

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  Tante volte, dai miei amici – più o meno appassionati – mi è stato chiesto da cosa deduco che un vino sia effettivamente grande. Sul significato di grandezza in un vino si può discutere, ma di certo, dopo anni di eventi, giri per cantine, cene con gli amici, chiacchierate con i produttori e soprattutto tanti ma tanti assaggi, posso dire con certezza che cosa accomuna (più o meno) tutti i grandi vini, o per meglio dire tutti i vini veri, autentici, frutto ed espressione della terra da cui provengono e non di un processo – seppur perfetto – partorito sulla carta e reso possibile dalle tecniche enologiche in cantina. La progressione al palato e la persistenza. Il grande vino entra sottovoce, quasi fosse un flebile sussurro, lasciandoti – soprattutto le prime volte - una sensazione iniziale di smarrimento. -Ma come, tutto qui? Questo vino costa una tombola, quindi come minimo mi aspettavo di sentire i proiettili! Tutto ciò dura però qualche secondo, perché poi, piano piano,...

Castello di Neive e l'anima del Barbaresco

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  Conoscenza e rispetto del passato, attenzione e focalizzazione sul presente, sguardo rivolto al futuro. Se dovessi utilizzare una sola frase per descrivere l’azienda Castello di Neive ancor prima dei loro vini, non potrebbe essercene una migliore di questa. Una realtà – quella del Castello di Neive che da fedele appassionato di Langa e di Nebbiolo conosco da tempo e del quale ho avuto modo di bere i vini in svariate occasioni, ma che fino alla scorsa settimana non avevo avuto modo di approfondire. Occasione che si è materializzata in concomitanza con la cena svoltasi venerdì 8 Maggio presso il ristorante Centosedici a Terracina alla presenza dell’enologo del Castello Claudio Roggero, durante la quale ho avuto modo di assaggiare quattro Barbaresco prodotti dall’azienda, oltre ad un Metodo Classico da Pinot Nero in purezza. Neive, innanzitutto. Uno dei quattro comuni in cui si sviluppa la DOCG Barbaresco, luogo in cui il Nebbiolo è coltivato e vinificato da tempo immemore (...

ELOGIO DELLE ANNATE MINORI

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Non so voi, ma a me più passano gli anni e più le annate super elogiate, premiate e considerate dalla critica piacciono e convincono sempre meno, specialmente alla riprova del tempo. Tempo che spesso rende merito ed onore alle annate cosiddette minori, quelle che partite generalmente in sordina, quasi a fari spenti, sanno spesso regalare evoluzioni inaspettate. Come ad esempio la 2013 a Montalcino, a suo tempo non molto considerata - specie in relazione all'annata (la 2012) che l’ha preceduta - ma su cui ho "scommesso" fin dall'inizio, in ragione di un'acidità e di un equilibrio a mio parere non comune fin dagli albori, segno inequivocabile – conditio sine qua non – della capacità dell’annata di saper reggere l’evoluzione in bottiglia. Ed infatti, nel corso di questi anni in diversi casi ho avuto modo di testare e verificare la verve ma più in generale le eccezionali potenzialità della 2013, a dispetto di una 2012 che ho trovato spesso stanca, quasi pesante,...

MAMOIADA MON AMOUR

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  Dici Sardegna ed enologicamente parlando pensi al Cannonau. Vitigno energico e produttivo, sostanzialmente identico alla Grenache francese o alla Garnacha spagnola, che a queste latitudini dà (quasi) sempre luogo a vini corposi, potenti ed ahimè decisamente alcolici, che gli amanti dei vini maggiormente eleganti tendono ad evitare, o comunque a prendere in considerazione con una certa ritrosia. Ho detto quasi sempre, perché esiste una zona nell’isola in cui tutto ciò non vale, in cui il paradigma del vino tutto ciccia ed alcol non funziona, un lembo di terra in cui – pur mantenendo il suo carattere identitario – il Cannonau mostra un’eleganza quasi nordica, oltre che una mineralità che riporta (con la mente) ad altri territori. Se ancora non l’aveste capito – o peggio ancora se non lo sapevate – sto parlando di Mamoiada. Un luogo di elezione, dove la parola terroir ha davvero ragione di esistere, presente con i suoi vini ed i suoi produttori domenica scorsa a La Sardegna ...

I MIGLIORI VINI ITALIANI 2025, TANTA BARRIQUE MA ANCHE QUALCHE LAMPO DI CLASSE

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Lo scorso weekend, presso il Salone delle Fontane dell’EUR a Roma si è svolta la presentazione romana dell’edizione 2025 della Guida de “I Migliori Vini Italiani” redatta da Luca Maroni. Una delle personalità del vino italiano maggiormente dibattute, spesso fuori dagli schemi, lontano dal mainstream e delle mode enologiche del momento, ma fedele al suo credo di vino-frutto, teoria che potrà anche essere poco condivisibile dai più ma che è comunque degna del massimo rispetto, se non altro per la coerenza di idee che dimostra anno dopo anno. Al contrario di personaggi e/o testate ben più considerate da critica ed appassionati, che a seconda del momento, della moda e dell’interesse sono stati – e sono tuttora – in grado di dire tutto ed il contrario di tutto, abiurando senza vergogna credo e storie decennali di successo e prestigio. L’evento, anche quest’anno, è stato davvero ben organizzato, a partire dalla location come sempre fascinosa, passando per il servizio accoglienza veloce...

LA SARDEGNA DI VINODABERE RITORNA A ROMA

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Ritorno sul luogo del delitto. Un anno dopo, eccomi a raccontare uno degli eventi della stagione da me più attesi in conseguenza della mia smodata passione per i vini sardi, principalmente per quelli a base Cannonau ma non solo. Parliamo de “La Sardegna di Vinodabere”, kermesse giunta alla terza edizione ed organizzata lo scorso weekend (18/19 Gennaio) dall’omonima rivista online – una delle più complete e seguite a livello nazionale in ambito enologastronomico, e che io stesso leggo sempre con passione ed interesse – che come lo scorso anno si è svolta all’interno dell’hotel Belstay a Roma. Location come di consueto molto bella e curata nei dettagli, spazi ampi, così come pressoché impeccabile l’organizzazione, con in più, aspetto sempre molto gradito da noi appassionati, moltissimi vignaioli a raccontare le proprie aziende ed i propri vini da dietro i loro banchi di assaggio, oltre che con i quali scambiare opinioni ed impressioni in materia. Se proprio volessi trovare un picco...

GAME, SET AND MATCH: VINO E TENNIS, ABBINAMENTO VINCENTE 2.0

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  Qualche anno fa, agli albori di questo blog, dopo aver pronosticato un roseo futuro per il tennis italiano (cit. “l’Italia del Tennis … sta vivendo in questi ultimi tempi un vero e proprio momento d’oro …. con alcuni giovani prospetti divenuti ormai realtà che – nei prossimi anni – potrebbero spingersi verso vette mai raggiunge dal nostro paese in questa disciplina” ), mi ero divertito a scrivere un post in cui abbinavo alcuni grandi campioni di questo meraviglioso sport con alcune iconiche etichette vinose. Insomma, avevo scelto di accostare le mie due più grandi passioni (prima che ultimamente se ne unisse una terza, ma meglio non divagare..), ossia quella per il tennis – sport che ho praticato in gioventù con scarsi risultati ma che ho sempre adorato guardare, dal vivo o in tv – con quella per il vino. Oggi, per brindare idealmente ad un anno che volge al termine e che molti ritengono irripetibile per l’italica racchetta (ma che io spero diventi la norma, almeno fino il no...

NON C’E’ AUTUNNO SENZA LIFE OF WINE

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Quest’anno a Novembre, gli anni scorsi – se la memoria non mi inganna – a volte ad Ottobre, altre a Dicembre. Ma al di là della data di svolgimento, non posso negare che Life of Wine sia tra i pochi eventi enogastronomici romani a cui ho sempre smania e voglia di partecipare, rappresentando de-facto uno dei momenti più attesi del mio autunno enoico. Senza dubbio perché, al di là del livello (comunque eccellente) dei vini proposti, rappresenta un unicum, in quanto – mentre generalmente un po’ tutti gli eventi propongono in degustazione le annate correnti in commercio – qui si ha la possibilità di assaggiare anche e soprattutto vecchie annate dei vini più rappresentativi delle aziende che vi partecipano, in alcuni casi con parecchi lustri sulle spalle. Ed anche in questa occasione l’evento organizzato da Roberta Perna e dallo Studio Umami con la collaborazione del giornalista eno-gastronomico Maurizio Valeriani nella sempre fascinosa location dell’Hotel Villa Pamphili a Roma, giunt...