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VINOINTORNO 2024, UN DECENNALE DA RICORDARE

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  Come vi sarà ormai noto adoro partecipare agli eventi connessi al mondo del vino, per me prima di tutto passione e desiderio di scoperta. Quindi non posso che apprezzare particolarmente quelle manifestazioni che sanno trasmettere amore per il nettare degli dei, quelle in cui gli stessi organizzatori, prima ancora che "addetti ai lavori" sono persone capaci di innamorarsi di un produttore o infervorarsi tra loro per una bottiglia più o meno convincente rispetto alle aspettative, uomini e donne che sanno affrontare l'assaggio con spirito critico, disincanto e liberta dai preconcetti, senza naturalmente tralasciare attenzione e competenza. In ragione di ciò nel mio cuore di appassionato (seppur competente e di lungo corso) VinoIntorno – kermesse enologica che si tiene ogni anno ad Olevano Romano – rappresenta una sorta di non-plus-ultra degli eventi enologici, un’occasione a cui anche volendo non potrei mancare, oltre che in ragione dell'affetto e della stima che m...

REPORT-GATE: QUANDO EQUILIBRIO ED AUTOCRITICA NON GUASTEREBBERO

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  I tanto rimpianti e citati antichi romani, che di certo – visti i successi ed i risultati raggiunti – la sapevano ben più lunga di noi cittadini del ventunesimo secolo, solevano utilizzare la locuzione “in media stat virtus”, ossia che la virtù (ma spesso anche la verità di una storia) sta nel mezzo, invitando pertanto le persone a ricercare l'equilibrio tra due estremi, al di fuori di ogni schieramento precostituito e qualsivoglia esagerazione . Ecco, tale detto mi sembra perfetto per mettere a fuoco l’ormai noto Report-gate, ossia l’ondata mediatica sollevatasi in conseguenza della messa in onda, sull’omonima trasmissione di RaiTre, di una serie di servizi/inchieste giornalistiche sul mondo del vino italiano. Reportage che al di là del sensazionalismo tipico del programma non mi pare abbiano rivelato nulla che gli appassionati e gli addetti ai lavori non conoscessero già, estendendo naturalmente la platea a tante persone che pur consumandolo spesso di vino capiscono o comp...

LA SARDEGNA DI VINODABERE

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  Un problema “tipico” degli eventi legati al vino è che essendo nella quasi totalità dei casi focalizzati a carattere nazionale, con etichette dunque provenienti dai più svariati punti della penisola italica, il rischio di bere senza cognizione, o comunque trovarsi a giudicare vini lontanissimi tra loro per caratteristiche e struttura più che eventualità è praticamente certezza. Per tale motivo, un evento improntato su una sola regione, come quello organizzato lo scorso weekend a Roma dalla rivista Vinodabere sulla Sardegna e sui suoi vini non poteva che ricevere il mio plauso preventivo, oltre che farmi avvicinare ad esso con attenzione ed entusiasmo. Entusiasmo che è stato ampiamente ripagato dagli assaggi, permettendomi di approfondire territori e denominazioni che – mio malgrado – ammetto di aver trascurato negli ultimi anni (primo tra tutti il Vermentino Gallurese), di scoprire realtà (come quella dell’Ogliastra) di cui conoscevo davvero poco oppure di ricavare ulterior...

OLTRE IL PRECONCETTO

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Metti una sera a cena. In cui per affiancare dei pici al tartufo ed un'ottima tagliata, dopo una rapida ricerca in cantina scelgo di aprire il Sagrantino Chiusa di Pannone 2008 di Filippo Antonelli. Quindici anni possono essere pochi per (alcuni) grandi vini, ma nella stragrande maggioranza dei casi risultano un ostacolo invalicabile, anche quando i soggetti sono etichette ricche di blasone e/o provenienti da terroir che per definizione, quasi fosse un volere divino e precostituito, vengono ritenuti capaci di evoluzioni pressoché infinite. Ma che invece, alla riprova dei fatti, raramente - o quantomeno non certo nella maggioranza dei casi - sanno regalare emozioni, con profili olfattivi stanchi ed evoluti  e con strutture che hanno perduto da tempo il grip e la progressione dei giorni migliori. Stavolta, per mia fortuna, le cose sono andate in maniera alquanto differente. Con un Sagrantino - si, avete letto bene, il tanto bistrattato e vituperato Sagrantino, che la vulgata o il com...